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studioPANG: a tutta passione
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Il lavoro dello studioPANG interessa diversi ambiti, dall'architettura alla grafica passando ovviamente per il design. Con che spirito e intenzioni è stato fondato?
studioPANG è nato spontaneamente, così come il suo nome, dall’idea comune di un architetto (Fabio Damiani) e un product designer (Marco Quistini) convinti che unendo passioni e abilità diverse l’approccio al progetto si arricchisca di nuovi spunti e prospettive. Prima di diventare ambiti progettuali, architettura, design e comunicazione sono ambiti di confronto. L'obiettivo era quello di fare delle nostre passioni la nostra vita e un lavoro vero, oltre che un gioco... e dopo un paio di anni possiamo iniziare a credere che la strada sia quella giusta!

Qual è il minimo comune denominatore di ogni vostro progetto?
Sicuramente il confronto, il dibattito e, se serve, la discussione.

Quale, secondo voi, è la chiave per un oggetto di design di successo?
Oggi una buona idea non è sufficiente se non va di pari passo con un insieme di condizioni favorevoli e di contingenze che si incastrano alla perfezione. In particolare per noi progettisti emergenti è necessario trovarsi nel contesto storico/economico/sociale adeguato, nel momento giusto al posto giusto e con un'azienda volenterosa di sostenerti. Insomma, potrebbe andare meglio...

Avete partecipato a molti concorsi, vincendo anche diversi premi. Quale vi è più a cuore e perché?
Siamo molto affezionati a Wheely: è il nostro pioniere nel mondo del design. Questa seduta/tavolino è l'esito del concorso "Decò Ter Competition" e ci ha portato al Salone del Mobile già nel nostro primo anno di attività, nel lontano 2013. Ha poco di ortodosso e sicuramente non sarà mai un top product di successo, ma è Wheely, come si può non volergli bene!? Go Wheely! Go Wheely!

Siete impegnati anche in un progetto chiamato fastdesign: in cosa consiste?
Fastdesign è un progetto (o forse più un intrattenimento) che ci catapulta completamente in un altro mondo. Si tratta di un piccolo brand legato alla sfera musicale, caratterizzato però da un approccio spudoratamente ludico e, a tratti, irriverente. Sintetizzando possiamo dire che ci siamo divertiti a mettere "su maglia" quelle battute, gag o semplici giochi di parole che nascevano mentre, lavorando, si ascoltava costantemente della sana musica. Fastdesign è stata fondata anche dal nostro amico e architetto Stefano Tacchinardi.
Le T-shirts sono distribuite nel Nord-Italia e sono acquistabili anche online. Se volete farci un giro, siete i benvenuti: 

Parlateci di Bergamo City Kiwi. Di cosa si tratta?
Bergamo City Kiwi è un progetto dedicato alla nostra città che siamo orgogliosi di avere lanciato ufficialmente a gennaio insieme a due amiche (Margherita Bonaldi e Raffaella Algani). Si tratta di una guida online alternativa () volta a valorizzare quelle attività meno note che rischiano di restare sconosciute semplicemente perché fuori dai classici circuiti turistici e commerciali. Una guida che si rivolge sia a cittadini distratti che ai turisti curiosi. Il riscontro di commercianti e cittadini è stato subito positivo, tanto che stiamo esportando il prodotto anche su Brescia, con la speranza di riuscire a portarlo nel tempo anche in altre città.

Cosa significa per voi innovazione?
studioPANG sottoscrive quanto scritto su Wikipedia: L'Innovazione è la dimensione applicativa di un'invenzione o di una scoperta. L'innovazione riguarda un processo o un prodotto che garantisce risultati o benefici maggiori apportando quindi un progresso sociale, anche se a volte non sempre efficaci e migliorativi rispetto a ciò che va ad innovare.

Quali sono i vostri materiali preferiti e perché?
Abbiamo sicuramente una forte attrazione verso i materiali naturali, in primis il legno e la pietra, e ci piace poterci lavorare liberamente. Va però detto che un progettista che non continua a sperimentare, ricercare e individuare nuove soluzioni materiche, oggi in particolare, è un progettista fermo al palo. Molto è già stato inventato, e guardandosi in giro l'impressione è che la sfida odierna stia nell'esplorazione, nella reinterpretazione di forme, codici e regole già assodate, con la volontà di spingere i materiali al limite delle loro possibilità o introducendone di nuovi. Non so però quanto possiamo essere in grado di condividere questo atteggiamento diffuso.

Cosa non deve mai mancare in un progetto di interior design? È sempre facile trovare un accordo stilistico con i clienti?
Crediamo fermamente che in un progetto di interior design non debba mai mancare una coerenza di insieme e la cura del dettaglio. Il rapporto con il cliente è invece una questione prioritaria per la quale abbiamo ormai sviluppato un modus operandi molto pragmatico. Se c'è la giusta sintonia, ci si ascolta reciprocamente e si lavora con sinergia e coinvolgimento, ottenendo un risultato che spesso gratifica entrambi. Qualora ci sia della chiusura selettiva rispetto agli input progettuali da parte del cliente, la nostra scelta è quella di assecondarlo nei limiti del possibile, ottenendo risultati che spesso gratificano solo lui.

Quali sono i vostri piani per il futuro?
Sicuramente il piano è crescere, se le condizioni generali lo consentono. L'idea potrebbe essere quella di strutturare ulteriormente la sezione dello studio che si occupa di comunicazione/web, rendendola maggiormente autonoma. Questo per dedicarci di più allo sviluppo di progetti legati al design e all'architettura, per i quali le tempistiche, come sappiamo bene, sono molto più dilatate.

Qual è la vostra filosofia?
L’avventura che abbiamo espresso in questo video: 

INFO: 

PHOTO COURTESY: studioPANG


Articolo di

tsoydesign.com.ua/interiors/interer-kvartiryi/

https://biceps-ua.com/vitaminy.html

https://profvest.com
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