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Luca Boffi: a tutto tessuto
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Le sue collezioni sono contraddistinte da un carattere piuttosto estroso: in che modo decide i loro temi?
I miei temi di ispirazione sono i colori e i disegni che richiamano gli anni ’60 e ’70, poi li rielaboro e reinterpreto con delle tinte e delle forme geometriche più contemporanee. Oltre ai miei disegni, Karim Rashid mi ha realizzato una serie di pattern in esclusiva, con i quali “vesto” tutti gli oggetti personalizzabili della mia collezione. Altre mie collaborazioni per poter personalizzare la propria casa sono con gli artisti pop Willow, TV Boy e Ludmilla Radchenko, oltre ad avere in licenza tutta l’iconografia della band più famosa al mondo, i Beatles.

Qual è il segreto per un prodotto di design senza tempo?
Pulizia, forma e funzione. Quando un prodotto ha queste caratteristiche, si può considerare un “timeless” ed è per questo che il nostro marchio si pone come obbiettivo quello di reinterpretare in chiave moderna, tutti i pezzi che hanno fatto la storia del design. 

Cosa distingue il prodotto italiano da quello del resto del mondo?
Il vero “fatto in Italia” resta l’unica reale barriera e risorsa del nostro patrimonio culturale. L’artigianalità, la cura del dettaglio, il nostro gusto, sono e faranno la differenza nei prossimi anni. Nel mondo ci invidiano per questo, per la creatività, l’innovazione, questi sono i veri fattori che ci rendono unici, quindi dobbiamo tutelarli a tutti i costi. Questo è il motivo del perché ora non ci copiano più, ma vogliono i nostri prodotti.

Scegliere i suoi prodotti significa scegliere...?
Chi sceglie un mio prodotto, compra tutto artigianalità, cura del dettaglio, design sofisticato e alla portata di tutti. Forse per la prima volta, una persona acquista un pezzo di vero design, disegnato da un famoso archistar e si sente “ricco” per esserselo potuto permettere senza fare sforzi economici importanti, come del resto succede con tutti gli altri marchi blasonati. Voglio offrire non solo un prodotto standard, ma invito ogni cliente a diventare designer di se stesso, in questo modo può crearsi il suo “pezzo”, unico e diverso da tutti gli altri.

Quanto è importante la tecnologia per il design contemporaneo?
Senza l'innovazione tecnologica, non si potrebbe parlare di design. In questo settore se non sei al passo con le nuove tecnologie, resterai sempre secondo. Un esempio tra tanti è la realtà aumentata, con la quale oggi puoi vedere l’oggetto desiderato direttamente posizionato virtualmente nel tuo ambiente domestico. Quante volte ci è capitato di voler aggiungere o cambiare nella propria casa un complemento d’arredo e ci siamo soffermati a pensarlo inserito, ora si può fare senza sforzo e senza dover fare rendering, quindi un grande risparmio di tempo e di risorse.

Quale materiali predilige e perché?
Purtroppo sono di parte, avendo passato nel settore della moda 15 anni della mia vita lavorativa, amo il tessuto e tutto quello che ruota intorno ad esso. Sono sempre stato un materico e mi piace tantissimo far “giocare" la mia clientela con tutti i miei tessuti, poter “vestire” la casa è la mia missione.

Cosa consiglierebbe ai designer emergenti?
Pensate alle esigenze della gente, create prodotti semplici e di gusto, facilmente trasportabili e di prezzo accessibile. Non cercate di fare a tutti i costi qualcosa di “figo” e troppo costoso. La vera sfida sta nel creare oggetti e riuscire ad industrializzarli per i molti e non per i pochi, capire come ottimizzare il processo produttivo, lo studio dei materiali e renderli funzionali, non solo belli. Cesare Cassina in quegli anni disse a mio padre: «Vedi caro Paolo, noi siamo “condannati” a fare cose “inutilmente” belle per essere inutilmente care». Sono passati quasi 50 anni ma tristemente non è cambiato niente.

INFO: 

PHOTO COURTESY: Luca Boffi


Articolo di

topobzor.info
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