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Pelle, carne, gesso e colori paiono muoversi lentamente sulle sue tele esprimendo la pesantezza di vivere

Ilaria Bochicchio ha frequentato il liceo artistico in Basilicata dove è nata nel 1988, dopo la maturità si è trasferita a Roma dove ha frequentato lo IED con indirizzo illustrazione e animazione multimediale.
Dopo i tre anni di studio ha sentito la necessità di specializzarsi, trasferitasi a Milano, frequenta dunque il Mimaster in illustrazione, nello stesso è stato pubblicato il suo primo libro illustrato “Adrian vuole andare a scuola” che narra la storia di un ragazzino rom. Il libro ora è stato “adottato” da Amnesty International.
Il secondo anno milanese è stato ancora più gratificante: ha conosciuto e partecipato a MostraMi, ha fatto diverse esposizioni personali e collettive e ha realizzato le illustrazioni per il romanzo “la vera storia di Paul il polpo” di Luciano Minerva.
Quando le si chiede cos’è per lei l’arte risponde: “L’arte secondo me si può dividere in due grandi insiemi: l’arte fine se stessa, il bello, l’effimero che allieta solo lo sguardo e l’arte con un messaggio, un idea, un concetto, un sentimento che spesso è più difficile da comprendere. Infine c’è l’insieme che fonde le due cose ed è la più alta espressione artistica che allieta lo sguardo e l’anima”.
La sua arte è realtà, i suoi personaggi esistono tutti, non c’è niente di inventato.
Quello che la circonda ogni giorno è ispirazione per le sue opere, impulsiva, sensibile e ottimista, Ilaria non sopporta la monotonia.

Con #Chambres Ilaria dà vita a quadri materici che sono quello che resta di corpi interiori.
Nelle mani di Ilaria pelle gesso e colori diventano vere e proprie sculture viventi. I suoi corpi vengono ricoperti di gesso per essere poi rimosso ottenendo la sensazione del distacco dalla tela per scoprire cosa ha preso forma. Il corpo resta contratto in un’implosione dentro e su se stesso.
Le opere realizzate da Ilaria Bochicchio mostrano un legame profondo con la performance, poiché provengono direttamente da un impulso irrazionale, dove corpi indolenti, si muovono nelle loro stanze e dice in merito: “La materia rende pesanti le masse di carne composte da strati di colore annullati sotto l’involucro bianco. Sessuali, asessuati, erotici, si trascinano lenti con la pesantezza dell’abbandono e con la disinvoltura della nudità. “
Tra l’artista e le sue attrici protagoniste prende vita un rapporto unico e assoluto, quasi fossero una voce narrante fatta di sguardi, di azioni dove partecipa in modo attivo anche la musica.
Ilaria spiega che “la performance è nata con molto margine d’improvvisazione, perché è necessario che tutto quello che accada sia vero. Altro elemento fondamentale è la musica, perché quando dipingo sono immersa nella musica. Nella performance sono le note che seguono i miei movimenti con una sincronia perfetta che accentua ogni sensazione”.

INFO/ PHOTO COURTESY:

Camilla Turchetti

 

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