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GARAGE CONVERSION: mamma posso andare a vivere in garage?
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Chi di noi guardando i telefilm americani dove i ragazzi suonano con la loro band nel garage di casa non ha sognato di abitarci?

Ecco, questo sogno adolescenziale è stato realizzato in tre anni dallo studio SHED Architecture & Design che ha trasformato un garage di Seattle (Washington) in un monolocale di 30 mq che sembra una vera bomboniera.

Lo studio SHED (che, in inglese, significa capannone) non è nuovo a questo genere di imprese: trovandosi davanti a delle normative locali che impedivano la demolizione di un vecchio edificio degli anni ’20 per fare spazio a costruzioni contemporanee, ha pensato bene di ristrutturarlo.

Dalle foto postate sul sito si può vedere lo straordinario lavoro che è stato fatto, con tempistiche subordinate direttamente al budget a disposizione e non alla fretta dei proprietari!

Il primo step doveva risolvere il problema fondazione.

Il garage era sostenuto precariamente da pali di legno, che il tempo aveva ormai logorato. Questi furono sostituiti temporaneamente per consentire la costruzione di un basamento cavo, che ora ospita il locale tecnico ed un magazzino che serve l'abitazione principale.

In seguito i lavori si sono focalizzati sugli impianti idraulici: la vasca, i sanitari, il lavandino e i rubinetti della cucina sono tutti in materiale di recupero.

Infine il tetto, che è stato irrigidito, culmina con una finestra a triangolo da cui esce l'aria calda guidata dal soffitto sfaccettato, per la ventilazione passiva.

Il garage, con una superficie di 30 mq, ha al suo interno: una zona living, una piccola cucina, un bagno con tanto di vasca, un piccolo armadio ed una camera da letto sul soppalco, forse un po’ claustrofobica per chi, come me, soffre negli spazi ristretti, ma alla fine la luce che proviene dalle finestre ed i colori tenui delle pareti rendono il tutto molto confortevole.

I servizi sono tutti incastrati in un blocco unico: da una parte il bagno e un piccolo armadio, di fronte al quale troviamo una scala ripida che ci fa accedere al soppalco; dall'altra la cucina con  il forno ed il frigorifero, il tutto rivestito da vecchie tavole di abete riutilizzate.

Ogni scelta progettuale è stata studiata nel dettaglio, un esempio: il soppalco, che si estende solo fino all'angolo cottura, è retto da una trave che diventa un appendi pentole da cucina; i materiali non hanno una sola funzione ma diventano "multitasking"!

Il progetto ha riqualificato anche il giardino: il terreno scavato per sostituire la fondazione è stato riutilizzato per creare terrazze, percorsi e zone relax, mantenendo sempre l'atmosfera di un garage ma con tutti gli optional di una villa!

Infine, un’ultima nota per l’arredo: minimal, seguito personalmente dall’affittuario che, per rimanere in tema, è un’ industrial designer…..quando si dice tutto torna!


Link: 

PHOTO COURTESY: Ben Benschneider


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