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Ecstasy: dall’Ostia eucaristica all’interior design
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La contaminazione è arte per Cristina Celestino, architetto e designer fondatrice dello studio Attico nel 2010, che ha preso dalla religione la sua ispirazione per il progetto Ecstasy di FoodMade 2013 al Fuorisalone di Milano.

Un’impresa non da poco riuscire a creare, partendo dal simbolismo importante dell’ostia eucaristica privata del suo senso religioso, un toeletta da camera.

Ecstasy è un mobile, con tanto di catino e brocca proprio come si usava una volta, che arreda la zona notte come fosse un piccolo altare dove le linee e la texture dell’ostia diventano protagoniste, decoro e forma principali in chiave edonistica.

Cristina Celestino prende così ispirazione dal cibo, proprio come la collettiva a cui ha partecipato richiede, lo snatura dalla sua funzione primaria per trasformarlo in chiave simbolica e farlo diventare copertura per i pannelli o per uno sgabello con la base in legno e forma principale con la quale tutto il mobile si compone. Cerchi di varie dimensioni caratterizzano specchi in rame e lavabo con il fine di esaltare la bellezza femminile che si accompagna a un arredo da camera dall’ispirazione rétro.

Il progetto pensato per la Design Week si riconduce all’ispirazione della designer che mira a lavorare con forme geometriche e rigorose unite a dettagli tradizionali che possano generare arredi fatti anche per la produzione di massa, ma che trattengano tutto il fascino dell’artigianalità e del lusso.

Un lavoro che mira a giocare con le idee fra tradizione e modernità, vecchio e nuovo a cavallo fra moda, arte e design. 


NFO:

PHOTO COURTESY: Attico


Articolo di

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