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Domestic trasformer: 24 configurazioni differenti im 30mq
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La location è la città metropolitana di Hong Kong, più precisamente la periferia, anzi una delle 370 unità di 17 piani della periferia dove in 30 mq vivono non solo la tipica famiglia composta da padre madre e figli, ma quella allargata, che quindi comprende anche nonni zii, cugini,etc.

Uno di questi appartamenti,  però, è diverso: è sempre di 30 mq , ma al suo interno ha non una, non due, non tre, ma ben 24 stanze! Di primo impatto ci si chiede come sia possibile: ebbene il progetto è opera dell’architetto Gary Chang che vive in quest'appartamento da quando aveva 14 anni; quando la famiglia si è trasferita lui è rimasto eha deciso di progettare un appartamento di 30 mq che, attraverso pareti mobili, trasforma lo spazio a seconda della funzione necessaria, fino a creare 24 configurazioni differenti.

A vederlo sembra il gioco delle scatole cinesi, dove ogni cosa è dentro l'altra ed in realtà il sistema è proprio questo. L'ambiente all'inizio sembra il classico monolocale ma poi come per magia i pensili, che sono appesi su dei binari in acciaio ed imbullonati al soffitto si muovono su un pavimento nero lucido, creando via via nuovi ambienti, e allora scopri che dietro alla libreria c'è un armadio che a sua volta nasconde una vasca da bagno che può diventare all'occorrenza il letto per un ospite improvviso. Ecco, Gary Chang ha creato la "Domestic Trasformer", ovvero l'appartamento trasformista!

Per non creare l'effetto claustrofobia o loculo, Chang ha attuato dei piccoli accorgimenti, come il soffitto a specchio, che non solo rende lo spazio più grande, anche se è solo un 'illusione ottica, ma rifrange la luce che entra dalle finestre  illuminando in modo del tutto  naturale l'intero appartamento.

Come dice Chang: "L’idea chiave è che ognuno può guardare dentro la propria casa con più attenzione e nel modo migliore per ottimizzare le proprie risorse, perché lo spazio è una risorsa. Non ha senso arredare la propria casa come se fosse l’appartamento perfetto se allo stesso tempo non siamo in grado di usarne lo spazio"

Certo, l'ottimizzazione di questi spazi è costata alla fine 240 mila dollari: il progetto oltre alle ultime tecnologie, ha utilizzato materiali e arredi di design come la vasca da bagno della linea Duravit, o il box doccia che diventa una cabina per il bagno di vapore con cromoterapia, fino ai piatti di Alessi o alle posate di Arne Jacobsen.

Insomma forse gli sarebbe costato meno comprare una casa nuova, ma a questa domanda Chang risponde: "Perché farlo? Vedo il mio progetto come un esperimento"…ed anche ben riuscito, commentiamo noi!

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FOTO: courtesy Edge Design


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