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40 anni di successi: TID ripercorre la brillante carriera di Massimo Simonetti
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Premi, riconoscimenti, progetti, prodotti e cantieri. Quaranta strutture alberghiere, oltre cinquanta ristoranti e un numero in continuo aggiornamento di SPA, boutique, multisale e strutture di spicco nei più svariati settori realizzate. Il tutto in quarant’anni di attività. È così che lo Studio Simonetti () si è distinto e continua a distinguersi nel panorama dell’architettura e dell’interior design. Grazie anche e soprattutto alla sua anima e guida: Massimo Simonetti, che TID ha avuto il piacere di incontrare.

Un tuffo nel passato. Come ha preso il via quella che oggi si può definire una carriera non solo brillante, ma anche di gran successo?
«Con la passione, la stessa che ancora anima la mia creatività e le mie scelte, ma anche con un po' di fortuna, soprattutto quella di incontrare committenti che l'hanno compresa e hanno creduto in me. I risultati hanno poi confermato la loro fiducia. Correvano gli anni Settanta, un vero e proprio tuffo nel passato. Avviai lo Studio occupandomi principalmente di disegno industriale e, dopo importanti esperienze formative, decisi di indirizzare la mia vena creativa anche al mondo dell’interior design. Si susseguirono incarichi nel settore dell'entertainment, del retail e della ristorazione. Ideammo nuovi concept per importanti aziende e con la catena Italy&Italy lanciammo, per la prima volta in Italia, il concetto di fast-food, declinandolo secondo i gusti e le abitudini italiane. Di lì a poco la passione e la creatività abbracciarono l'ambiente alberghiero e, dopo 40 anni di attività, abbiamo nel nostro portfolio oltre 40 hotel con più di 3mila camere realizzate».

Di fronte al progetto per un nuovo albergo come si pone?

«La competenza che abbiamo acquisito ci concede di definire l'hotel come una macchina che va ideata in tutti i dettagli perché funzioni perfettamente. Questo è il nostro primo obiettivo. Poi procediamo con gli arredi, avendo ovviamente già chiaro sin dall'inizio qual è lo stile conduttore».

Un maestro di stile preso a modello agli inizi?

«Molti, non solo uno, ma devo ammettere di essere stato più affascinato dalle persone che da uno stile, da chi ha saputo difendere le sue idee e mantenere la sua integrità, per esempio Frank Lloyd Wright o Le Courbusier».

Il '99 è un anno decisivo: la seduta Xelle partecipa al premio Catas, insieme alla seduta Maxima, che si aggiudica il premio, mentre il tavolo Aquilante partecipa al Compasso d’Oro...
«Il design mi affascina perché è fatto di piccoli dettagli, da cui però dipende il risultato. Abbiamo sempre lavorato sul disegno industriale e nel 1999 la sedia Maxima vinse il premio Catas per la sedia più innovativa e affidabile. Progettammo questa collezione di sedute e tavoli unendo ricerca tecnologica e ispirazione medievale, connubio singolare. La tecnologia è data dalla creazione di “Maxisystem”, un innovativo sistema che ha consentito di raccordare gambe e braccioli senza l’uso di saldature. L’ispirazione medievale deriva dalla ricerca estetica di uno schienale le cui fessure simulano la visiera dell’elmo delle armature medievali. Con Xelle giocammo sull'extra-large, sull'enfatizzazione delle dimensioni del tubolare in alluminio, mentre con Aquilante presentammo un tavolo dalle linee pulite la cui innovazione fu la struttura tubolare in alluminio che permetteva di aggiungere piedi in base alla grandezza del tavolo».

Come definisce il suo team?

«Il mio team è un gruppo multidisciplinare, formato da architetti, designers, geometri, etc. etc., eterogeneo per quanto riguarda creatività e attitudini, ma compatto dal punto di vista dell'esperienza e dell'approccio al progetto, anche perché in ogni progetto le linee guida sono sempre discusse e definite insieme a me».
Il progetto nel cassetto, quello ancora da realizzare, qual è?
«Un concept ricettivo che, con l'ausilio delle nuove tecnologie, può coinvolgere maggiormente la clientela attraverso una nuova modalità di fruizione dell'hotel. La prenotazione, il check-in e check-out, la colazione e tutti i servizi si effettuano autonomamente, utilizzando uno smartphone, con un unico addetto a effettuarne il presidio. Il concept è già ideato e in attesa di una catena che desideri svilupparlo».

E quello che finora rappresenta la maggior soddisfazione?
«Abbiamo realizzato progetti di hotel cinque stelle in location magnifiche e ottenuto risultati prestigiosi, ma trasformare edifici di grandissimo pregio in alberghi di lusso è ciò che amo di più del mio lavoro. Edifici storici, conventi, sedi di uffici direzionali sono alcune delle realtà che ho convertito e, in ognuna di queste, l'attività progettuale è accompagnata da una rigorosa ricerca per mantenere l'essenza del luogo e la storia dell'edificio. Come per il San Clemente Palace Hotel&Resort, 5 stelle lusso appartenente al circuito The Leading Hotels of the World, un'isola privata di 65mila mq a Venezia dove abbiamo realizzato 205 camere, tre ristoranti, un american bar, una boutique, un Wellness&Spa, un centro congressi e una piscina all'aperto. La scelta stilistica è ricaduta su uno stile classico veneziano per enfatizzare l'identità del luogo e nelle camere sono stati scelti arredi, toni e tessuti ispirati ai temi di naviganti, dogi, nobili e mercanti. Ricordo la vita di cantiere come un'esperienza straordinaria, raggiungere questa realtà, unica al mondo, nelle varie stagioni e lasciarla già con la voglia di ritornarci è stato il leitmotiv di quegli anni».

Progetti in cantiere?
«Stiamo curando diversi progetti di riconversione, di ristrutturazione e di restyling di strutture quattro e cinque stelle; stiamo realizzando progetti nel retail e progettando alcune SPA. Nonostante in Italia siano innumerevoli gli alberghi non adeguati, abbiamo notato che negli ultimi anni l'albergatore ha compreso l'importanza di un'area benessere per rispondere alle richieste sensoriali dell'ospite. Stiamo quindi proponendo delle piccole spa nelle suite e spa sia a uso esclusivo dell'hotel e sia per una futura apertura a clienti esterni. All'interno aree bagnate, percorsi emozionali, sale trattamenti, area fitness e relax realizzate con materiali all'avanguardia secondo i più innovativi standard».

INFO: 

Credits:
GOLDEN PALACE, Torino: Robert Emmet Bright e Alessandro de Crignis
BENTLEY, Genova (ora Melià Genova): Saverio Lombardi Vallauri
GRAND HOTEL COURMAYEUR MONT BLANC, Courmayeur: © Diego De Pol su gentile concessione di Sviluppo Relais du Mont Blanc S.p.A.


Articolo di

monaliza.kiev.ua/brands/silviamo-9-18let

https://babyforyou.org/en/choosing-a-surrogate-mother-where-to-find-better/

https://plasticsurgery.com.ua/ru/operaczii/liczo/blefaroplastika/
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